Brand Oleifici Mataluni

La qualità del marchio Topazio

Dal 1957 occupa un posto privilegiato nelle nostre cucine. Olio Topazio, con la sua inconfondibile lattina blu, da oltre 50 anni è sinonimo di qualità.
Dopo aver colorato le tavole di milioni di italiani, oggi il marchio Topazio vanta una intera linea di prodotti per soddisfare anche i consumatori più esigenti, con una veste grafica sempre nuova e al passo con i tempi.
Dal 2012, infatti, il logo Topazio identifica una vasta gamma di oli, grazie alle storiche etichette appartenute alle società Chiari & Forti S.p.A. e all'azienda ligure Minerva Agricola Alimentare, rilevate dagli Oleifici Mataluni.
Un’unica grande famiglia, riconoscibile dal marchio Topazio posto su ogni bottiglia, a garanzia della massima attenzione alla qualità.

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GiCo, l’olio firmato Giacomo Costa

La storia di Olio GiCo è indissolubilmente legata alla città di Genova e alla famiglia Costa, già proprietaria di Olio Dante. Il nome del marchio, infatti, deriva proprio dall’acronimo del produttore Giacomo Costa che, alla fine dell’800, inizia a raccogliere olive liguri, trasformandole ed imbottigliando l’olio con l’etichetta GiCo.
Nel 1854 Giacomo Costa, commerciante di prodotti alimentari, fa partire le prime navi verso i Paesi d’oltreoceano con carichi di olio e tessuti. Negli Stati Uniti e nei Paesi latinoamericani gli emigranti cercano prodotti italiani per gustare i piatti tipici e conservare le tradizioni di famiglia, in ricordo della patria lontana. Nel “Nuovo Mondo”, infatti, l’unico condimento è rappresentato da grassi animali e vegetali, come il burro o la margarina, e il prodotto più richiesto è proprio l’olio. L’intuizione di Giacomo Costa è di portare il Made in Italy sulle tavole americane, offrendo un prodotto italiano identificabile proprio con il suo nome.
Nel 1925, visto il successo di Olio GiCo e la grande richiesta di olio di oliva, la ditta Costa decide di acquistare i primi piroscafi per il commercio nel Mediterraneo, entrando nel ramo armatoriale. La necessità di esportare rapidamente i propri prodotti, spinge Giacomo Costa prima ad acquistare navi da carico usate e poi a farle costruire direttamente, dando vita successivamente a quella che diventerà la famosa Costa Crociere. E siamo ai giorni nostri.
Nel 1985 la multinazionale anglo-olandese Unilever rileva il marchio GiCo dell’Oleificio “Giacomo Costa” con l’impianto storico di Inveruno (Mi), gestito dalla Van Den Bergh. Nel 1995 l’Olio di Semi di Soia GiCo è acquistato dalla Malgara Chiari & Forti che, nel 2007, cederà agli Oleifici Mataluni i marchi Topazio, OiO e GiCo, insieme ad altre etichette minori (Ginestra, Alit, Il Palio, Orsa Maggiore, Contea).
Quindi, la produzione viene trasferita a Montesarchio (Benevento) nel moderno stabilimento degli Oleifici Mataluni, dotato di un laboratorio altamente specializzato nel controllo qualità e di un Centro di ricerca per lo sviluppo di materie olearie e packaging innovativo (Criol), uno dei più importanti complessi agroindustriali oleari al mondo.

La Minerva Agricola Alimentare

Il marchio Minerva nasce a Malaga nel 1920, grazie all’iniziativa di Eugenio, Federico ed Enrico, figli del produttore Giacomo Costa che, a partire dal 1854, fonda la “Giacomo Costa fu Andrea”, specializzandosi nell'acquisto dell’olio di oliva grezzo nei paesi del Mediterraneo per esportarlo oltreoceano con l’etichetta Costa.
L’olio commestibile rappresenta il core business della ditta ed i Costa acquistano e rivendono olio, allargando le aree di approvvigionamento alla Sardegna, al sud Italia, alla Grecia, alla Spagna e alla Turchia.
Nei primi decenni del Novecento, l’orizzonte imprenditoriale dei Costa è rivolto verso quattro punti cardinali: Genova, Malaga, New York e Buenos Aires. Proprio i Costa contribuiranno a creare nell’immaginario collettivo la figura dell’imprenditore genovese che dal suo “scagno” - ovvero un ufficio in prossimità del porto così piccolo da ospitare solo la scrivania del titolare - controlla commerci e traffici internazionali, destinando tutte le risorse al lavoro, senza nulla concedere all’apparenza o al superfluo. Ma è in Europa, e soprattutto in Spagna, che i rapporti commerciali si fanno sempre più intensi. Già nel 1918, infatti, Eugenio, Federico ed Enrico Costa comprano un terreno e si stabiliscono a Malaga. Successivamente, nel 1922, aprono una filiale ed un deposito in calle Mendivil. Nella Spagna rurale, i fusti di olio vengono trasportati dall’entroterra con i carri e condotti in porto, per essere stivati e spediti a Genova. Spesso, però, vi sono grosse difficoltà logistiche che inducono i Costa ad acquistare nel 1928 una società olearia, la Minerva S.A., che possiede una raffineria davanti al vecchio deposito comunemente chiamato "Casa Andrea Costa".
Nel 1925 un giovanissimo Angelo Costa, futuro presidente di Confindustria, salpa per l’Argentina per andare a verificare di persona le possibilità di ampliare l’esportazione, secondo la vocazione della ditta. Tra il 1935 e il 1937, Angelo Costa compie altri tre viaggi a Buenos Aires, dove è in contatto con una famiglia del ponente ligure emigrata da tempo, i Preve, proprietari della "Frugone & Preve". I Preve, con i quali svilupperà un’importante collaborazione, affittano uno stabilimento per la raffinazione dell’olio di semi nei sobborghi di Buenos Aires e costituiscono la società "Compaňía Aceitera Argentina Ltd". Per i Costa sottoscrive il 50% delle azioni la Minerva di Malaga.
Nel 1936, allo scoppio della guerra civile in Spagna, gli uffici della Minerva vengono trasferiti a Siviglia, città considerata più sicura, ma l’anno successivo la sede tornerà a Malaga. Il nuovo governo spagnolo applica forti politiche protezionistiche, che riducono sempre più la possibilità di incassi per la Minerva. La famiglia Costa non vuole ritirarsi e introduce l’attività di estrazione di olio di sansa e di spremitura dell’oliva. A partire dagli anni ‘50, la società riesce a conquistare il 10% del totale dell’export spagnolo di olio di oliva e a vantare una situazione finanziaria equilibrata. Nel 1979, mentre a Genova si apre la crisi del gruppo Costa, a Malaga arriva il giovanissimo Beppe Costa, figlio di Federico, che riesce a riportare i conti in ordine.
Nel 1984 l’industriale genovese Gasparini rileva la storica etichetta Minerva, firmando un accordo con Beppe Costa, che rimane socio di minoranza, e dando vita alla società Minerva Agricola Alimentare che si afferma soprattutto sui mercati esteri e, in particolare, in quello statunitense, diventando titolare del marchio Sasso per molti anni. Nel 2005 la Minerva Agricola Alimentare viene ceduta al gruppo spagnolo Sos-Cuetara, che riesce ad acquistare anche la Carapelli S.p.A. dalla multinazionale anglo-olandese Unilever. Nel 2009 il brand Minerva passa agli Oleifici Mataluni insieme al marchio Lupi, in seguito all’acquisizione di undici marchi appartenuti alla famosa azienda ligure. Quindi, la produzione viene trasferita a Montesarchio (Benevento) nel moderno stabilimento degli Oleifici Mataluni, dotato di un laboratorio altamente specializzato nel Controllo Qualità e di un Centro di ricerca per lo sviluppo di materie olearie e packaging innovativo (Criol), uno dei più importanti complessi agroindustriali oleari al mondo.

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