La storia di Olio Dante comincia a Genova nel 1854, quando Giacomo Costa, commerciante di prodotti alimentari, fa partire le prime navi verso i Paesi d’oltreoceano con carichi di olio e tessuti. Negli Stati Uniti e nei Paesi latinoamericani, gli emigranti cercano e consumano soprattutto prodotti italiani, e Giacomo Costa intuisce subito le potenzialità del nuovo mercato, fondamentale per sviluppare le sue attività. La necessità di esportare rapidamente i propri prodotti, induce Giacomo Costa prima ad acquistare navi da carico usate, e poi a farle costruire direttamente, dando vita a quella che diventerà la Costa Crociere. Tra i diversi prodotti italiani, quello più richiesto è l’olio, alimento indispensabile per la cucina italiana che nelle Americhe non era ancora diffuso, sostituito da grassi animali come il burro o la margarina.
L’idea di dare all’olio esportato il nome Dante, nasce per offrire agli italiani un prodotto che, nell’immaginario collettivo, richiamasse la patria e che – nelle intenzioni di Giacomo Costa – venisse associato direttamente all’Italia, proprio come il Sommo Poeta. Così, dalla metà dell’800 la famiglia Costa di Genova inizia a raccogliere le olive liguri, trasformandole ed imbottigliando l’olio con l’etichetta Dante. L'Olio Dante si afferma rapidamente sia in Italia che all'estero e, nel 1898, viene registrato ufficialmente come marchio. Risalgono al 1933 le prime reclame sulle pagine de "Le vie d'Italia", storica rivista del Touring club italiano. Nel 1959 Olio Dante debutta nel "Carosello" di Peppino De Filippo e, successivamente, di Paolo Panelli e Bice Valori in onda sulla Rai. Oscar dell'imballaggio nel 1967 per la nuova capsula salvagocce contenuta nel tappo "drop stop".
E siamo ai giorni nostri. Nel 1985, la multinazionale anglo-olandese Unilever rileva Olio Dante dall’Oleificio “Giacomo Costa”, insieme all’impianto storico di Inveruno (Mi) gestito dalla Van Den Bergh. Nel 2008, il Gruppo spagnolo SOS-Cuetara, che fa capo alla famiglia Salazar Bello, a sua volta acquisisce il brand italiano per poi rivenderlo, ad aprile 2009, agli Oleifici Mataluni di Montesarchio (Benevento), segnando il rientro dell’etichetta in Italia dopo 24 anni grazie ad una brillante operazione finanziaria. A partire da maggio 2009, la produzione di Olio Dante viene trasferita a Montesarchio nel moderno stabilimento degli Oleifici Mataluni, dotato di un laboratorio altamente specializzato nel controllo qualità e di un Centro di ricerca (Criol) per lo sviluppo di materie olearie e packaging innovativo.
Gli Oleifici Mataluni, nati nel 1934 a Montesarchio (Benevento) da un piccolo frantoio a dimensione artigianale, rappresentano uno tra i più grandi complessi agroindustriali oleari del mondo. Al loro interno sviluppano l’intero processo produttivo secondo l’antica tradizione olearia, dando vita alla più innovativa filiera italiana: frantoio; raffinazione; imbottigliamento in confezioni di vetro, Pet e latta; produzione di bottiglie in Pet, tappi, imballaggi ed etichette.
Nel 1980, il Presidente Biagio Mataluni rilancia l’attività famigliare intrapresa dal nonno, specializzandosi nel private label e nei prodotti a marchio della grande distribuzione. Nel corso del 2006, gli Oleifici Mataluni avviano un notevole piano strategico che porterà all’acquisizione dei marchi Topazio ed Oio, oltre ad etichette minori originariamente di proprietà delle aziende Chiari & Forti S.p.A., determinando un accorciamento della filiera a beneficio del consumatore e del mondo agricolo. Quindi, acquistano dalla Carapelli S.p.A. altri 11 marchi di oli di oliva, tra cui Lupi e Minerva, appartenuti alla famosa azienda ligure Minerva Agricola Alimentare. Nel 2009 rilevano il brand Olio Dante dal gruppo spagnolo Sos-Cuetara, riportando dopo 24 anni in Italia la storica etichetta del Sommo Poeta, creata da Giacomo Costa a Genova nel 1854, e dando un nuovo importante impulso al Made in Italy. Infine, acquistano nel 2011 il marchio Olita dalla Star, con la quale avviano anche una importante collaborazione sul canale food service.
Insieme ad Unaprol, il più grande consorzio olivicolo italiano che riunisce 550mila produttori agricoli, nel 2010 gli Oleifici Mataluni costituiscono il Consorzio Evolio. Un grande progetto di filiera, che unisce olivicoltori e produttori oleari con l’obiettivo comune di valorizzare solo il meglio delle produzioni italiane. L’Olio Lupi con il marchio I.O.O.% Qualità Italiana, proviene da una filiera certificata e interamente italiana che consente anche ai piccoli produttori di affacciarsi sul mercato con un prodotto che nasce negli uliveti e arriva direttamente a tavola. Nel 2011 siglano uno storico accordo con la Nippon, uno dei più grandi canali giapponesi di distribuzione, per la commercializzazione dei brand in esclusiva per il Giappone, che si aggiunge agli altri mercati di distribuzione (Germania, Danimarca, Olanda, Inghilterra, Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Croazia, Ucraina, Albania, Malta, Stati Uniti, Australia, Filippine, Cina e Iran). Oggi, con un fatturato di 240 milioni di euro (2010), circa 200 dipendenti (età media 29 anni), un moderno stabilimento che si estende su una superficie di 160mila mq con impianto di trigenerazione e fotovoltaico, un laboratorio specializzato per il Controllo Qualità ed il Criol - Centro di ricerca per lo sviluppo di materie olearie e packaging innovativo (riconosciuto nel 2010 dal Miur), si collocano tra i principali produttori di oli alimentari nello scenario internazionale, producono in private label oli per aziende leader della Grande Distribuzione Organizzata e sono proprietari di 23 marchi storici, tra cui Olio Dante, Topazio, Olita, Oio, Gico, Lupi, Minerva e Vero. Tra i riconoscimenti ricevuti, il premio “Innovazione Amica dell’Ambiente” (2010 - Green Economy Legambiente) ed il premio “Eletto Prodotto dell’Anno” (2011 - TNS Italia) assegnato all’intera linea Dante, che attualmente comprende Olio Extravergine “100% italiano”, Olio Extravergine “Terre Antiche”, Olio di Oliva e gamma completa di Oli di Semi “Vitaminizzati”, con aggiunta di vitamina E e vitamina B6.
L’attenzione alla qualità e la tendenza all’innovazione continua sono garantite dalla presenza, nel complesso agroindustriale degli Oleifici Mataluni, del Centro di ricerca per l’industria olearia (Criol), specializzato nello sviluppo di materie olearie e packaging innovativo. Il Criol nasce dalle esigenze di Ricerca e Sviluppo degli Oleifici Mataluni e dalla collaborazione con il Dipartimento di Scienza degli Alimenti dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Fondato nel 2004 nell’ambito del progetto “Controllo qualità e innovazione tecnologica nell’industria olearia”, oggi il Criol è considerato tra i centri di eccellenza più all’avanguardia nel settore oleario e, dal 2010, è incluso nell’Albo ministeriale dei laboratori di ricerca riconosciuti dal MIUR.
Il Criol opera in attiva collaborazione con numerosi centri di ricerca italiani ed europei e con prestigiosi atenei tra cui l’Università di Napoli “Federico II”, la Seconda Università di Napoli, l’Università di Salerno e l’Università del Sannio. Le numerose collaborazioni scientifiche, la presenza di strumentazioni innovative e di giovani ricercatori provenienti da esperienze di ricerca in ambito universitario, consentono al Criol di portare avanti in maniera efficace diverse linee di ricerca nei settori del controllo della qualità, del miglioramento delle proprietà nutrizionali e sensoriali degli oli, dell’innovazione nelle tecnologie di produzione, dello sviluppo di imballaggi innovativi per funzionalità ed eco-compatibilità, e della valorizzazione di sottoprodotti dei processi produttivi. Le pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, la partecipazione a convegni di settore, il coordinamento di progetti di ricerca nazionali e internazionali, l’introduzione di innovazioni industriali di processo e di prodotto, testimoniano l’attività ed i risultati del Centro di ricerca degli Oleifici Mataluni.
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Orario 9-13/15-19.